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Fidet Coop Lazio - Ente Regionale Formazione Professionale - Corsi Regione Lazio
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Corso di Formazione per Assistenti Educativo - Culturali specializzati nell'integrazione
Le selezioni al corso avranno luogo in Circonvallazione Ostiense, 80: - Allievi dalla A - K - 28 aprile 08 - ore 14.00 - Allievi dalla L - Z - 29 aprile 08 - ore 14.00

Sirio Regione Lazio
Formazione Professionale

L'Iniziativa Comunitaria Equal
EQUAL è un' iniziativa comunitaria, cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo per il periodo 2000-2006, che mira ad innovare le politiche rivolte a contrastare il fenomeno della discriminazione e della disuguaglianza nel mercato del lavoro, ponendosi come laboratorio per sperimentazioni su base transnazionale

   
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Analisi dei fabbisogni formativi delle imprese reatine per la pianificazione formativa adeguata alla Qualità e ai nuovi strumenti informatici (New Economy) a sostegno dell'impresa Know How Piccola Società Cooperativa a r.l.

Sintesi dei contenuti dell'attività, obiettivi, descrizione dei prodotti finali e dei servizi previsti ed eventuale collegamento/integrazione con altre attività
I contenuti

La presente azione progettuale nata dalla necessità di dare un contributo sulla strada del miglioramento continuo in termini di efficienza e competitività del tessuto imprenditoriale della Provincia di Rieti si inserisce all'interno di un progetto integrato che prevede una pluralità di azioni finalizzate ad una politica di sviluppo locale del territorio della Provincia di Rieti.
La proiezione "globale" dei mercati in cui operano le aziende e il completamento del programma di attuazione del mercato unico europeo costituiscono gli elementi fondamentali per una politica economica di rafforzamento e di riqualificazione della struttura industriale laziale nel breve-medio termine. L'attuazione di tale politica si rende necessaria al fine di favorire il riavvicinamento degli attori economico-sociali della Regione Lazio alle aree più avanzate del Paese e non può che partire da un'analisi dello specifico contesto del mercato del lavoro laziale che ha recentemente vissuto una fase di cambiamento strutturale caratterizzata
dal mutamento delle dinamiche settoriali dell'occupazione che vedono un calo nei settori tradizionali dell'economia (agricoltura ed industria) ed una crescita nel comparto dei servizi.
Analizzando in particolare quest'ultimo aspetto, a fronte di un andamento nazionale con assunzioni per settori di attività con preminenza dell'industria rispetto ai servizi, nel Lazio tale rapporto si inverte evidenziando una "vocazione terziaria" del tessuto produttivo regionale.
La peculiarità laziale di vedere il terziario "prevalere" sull'industria in valore assoluto sui tassi di occupazione regionali, con un rapporto di uno a due, derivanti in gran parte dalle caratteristiche del territorio, non deve, però, tradursi in un'economia ristretta agli ambiti locali, senza finestre all'esterno, poiché si tratta di una tendenza in linea con quelle nazionali, ma anche europee.
Un dettagliato rapporto dell'Osservatorio sull'Information Tecnology denuncia, in particolare, la mancanza in Italia di tecnici e di figure specialistiche per il settore della new economy; a ciò va ad aggiungersi la sempre maggiore richiesta/ricerca sul mercato di operatori (imprese) qualificate in grado di assicurare un sistema di offerta efficiente ed ottimale.
Tali elementi di mercato risultano confermati dagli indicatori tipici della dinamica recente dell'economia reatina che si è recentemente caratterizzata per uno sviluppo di origine esogena, indotto dalle attività industriali concentrate prevalentemente nel nucleo industriale di Rieti-Cittaducale.
Le attività imprenditoriali non appaiono molto diffuse sul territorio provinciale: Rieti, infatti, si distingue per una certa disomogeneità al suo interno che permette di isolare due aree, la prima formata da buona parte dei comuni della Sabina, la seconda da quelli che gravitano intorno al capoluogo.
La dinamica recente dell'economia reatina si è caratterizzata per uno sviluppo di origine esogena, indotto dalle attività industriali concentrate prevalentemente nel nucleo industriale di Rieti-Cittaducale. Tale circostanza, se da un lato ha segnato positivamente la crescita economica della provincia, dall'altro ha ridotto la possibilità di creare un tessuto imprenditoriale locale che avesse come perno fondamentale di sviluppo forze produttive radicate sul territorio.
Le attività imprenditoriali non appaiono molto diffuse sul territorio provinciale: Rieti, infatti occupa il 74° posto nella graduatoria delle province italiane per densità di iniziative imprenditoriali e si distingue per una certa disomogeneità al suo interno che permette di isolare due aree, la prima formata da buona parte dei comuni della Sabina, la seconda da quelli che gravitano intorno al capoluogo.
Ad un dettaglio settoriale più spinto è possibile individuare le specializzazioni della provincia relativamente alla produzione di beni e alla fornitura di servizi; l'analisi sulle caratteristiche del tessuto imprenditoriale della provincia di Rieti per settori di attività (Tab. 1) mostra una forte presenza delle imprese del settore agricolo - perno tradizionale dell'economia locale - affiancato da una discreta presenza di attività di tipo industriale, ma con un ruolo oramai determinante, se non dominante, di attività rientranti nel settore dei servizi.

TAB. 1
Settori di attività Imprese attive
Agricoltura e Pesca 3.747
Industria di cui: Costruzioni 3.037(1.900)
Servizi di cui: Commercio 5.085(2.926)
Imprese non classificate 106
Totale Provincia 11.975

Fonte: dati Movimprese 2000

Tale crescita è confermata anche dai dati relativi all'incidenza percentuale (circa 28%) in valore assoluto del lavoro autonomo sul totale complessivo dei lavoratori - Fonte Panel Isfol su dati ISTA 1999-2000 - significativo effetto della maggiore propensione verso forme di lavoro indipendente; dato confermato anche su base regionale (incidenza al 26%) dal Rapporto Annuale 2001 a cura dell OPL (osservatorio Regionale Politiche del Lavoro).
Il terziario reatino, in particolare, si configura come un settore di valenza strategica dell'economia locale, garantendo un'occupazione a 38 mila reatini: il 70% dell'intera forza lavoro locale (Fonte - ISTAT 1999). Tale quota risulta essere inferiore a quella regionale, che si attesta sul 77%, ma decisamente superiore a quella nazionale di poco inferiore al 62%. Gli indicatori economico-sociali da un lato, ma soprattutto la volontà espressamente manifestata dalle imprese coinvolte nel progetto di sottoporre ad analisi il proprio sistema aziendale sotto l'aspetto della qualità e del livello di innovazione (utilizzo degli strumenti informatici), sono le ragioni determinanti di questo studio.
Dal punto di vista operativo, il progetto coinvolge aziende rientranti nella categoria di PMI comprese nell'area territoriale della provincia con prevalenza per quelle rientranti nel settore dei servizi, diverse per dimensioni e tipo di produzione, nonché per classificazione merceologica.
La logica di tale scelta risiede principalmente nel fatto, come tra l'altro si evince dai dati economici sopra evidenziati, che il settore dei servizi alle imprese rappresenta nell'economia reatina complessiva una forza trainante e in parte potenzialmente inespressa, per cui risulta strategico utilizzare la qualità ed un migliore utilizzo degli strumenti informatici quali leve competitive del successo imprenditoriale.
Una delle premesse principali del progetto proposto è che la qualità e la competenza delle risorse umane nell'utilizzo dei più moderni sistemi tecnologici rappresentano un elemento vincente nella ricerca di sempre più elevati livelli di competitività indotta dalla globalizzazione dei mercati di riferimento.
In secondo luogo, il carattere congiunto delle fasi di progettazione e di realizzazione può consentire di estendere i benefici della formazione continua a tutti i lavoratori, evitando la sua concentrazione su poche figure cruciali per l'impresa.
La conoscenza dei fabbisogni delle imprese in riferimento ai livelli di gestione improntata alla qualità e di adeguamento alla New Economy contribuisce a creare le esternalità necessarie a favorire processi innovativi nelle PMI (P.O. Obiettivo 3) rimuovendo gli ostacoli che impediscono uno sviluppo dello spirito imprenditoriale e conseguentemente non agevolano la creazione di posti di lavoro.

Il progetto si articolerà partendo da un'indagine finalizzata a:
ü analizzare il deficit conoscitivo relativo ai fabbisogni formativi indispensabili per l'utilizzo dei nuovi strumenti informatici (new economy) e la pianificazione/esecuzione dei compiti aziendali in una logica di sistema di qualità;
ü studiare i fattori di coerenza con il tessuto imprenditoriale circostante, analizzando gli elementi che consentano una riduzione dei gap riscontrati;
per poi procedere alla:
ü elaborazione degli elementi informativi raccolti;
ü pianificazione degli interventi formativi appropriati.

Obiettivi

Sono diversi gli obiettivi che ci si prefigge attraverso questa azione:
ü analisi dello stato attuale delle evoluzioni in atto nell'economia reatina con riferimento particolare ai livelli qualitativi;
ü indagine sui fattori determinanti delle potenzialità di sviluppo;
ü audit personalizzati: destinatari i responsabili aziendali ed i dipendenti delle imprese selezionate;
ü l'elaborazione e la pianificazione di un interventi e modelli formativi che possano essere poi essere estesi, con gli opportuni adattamenti, anche al di fuori del contesto territoriale e pluriaziendale preso a riferimento.
Il primo obiettivo dell'indagine, di carattere generale, si pone in linea con le finalità dell'obiettivo 3 proponendosi di contribuire ad accrescere la competitività delle imprese private attraverso azioni che consentano un miglioramento qualitativo attraverso lo sviluppo della formazione continua.
L'obiettivo specifico è rappresentato dalla rilevazione dei fabbisogni delle aziende del territorio reatino nei confronti di programmi finalizzati al rilancio e allo sviluppo dell'impresa con le "armi" della qualità e della new economy.
Il terzo obiettivo, finalizzato a realizzare i punti di maggiore interesse dell'indagine è quello di definire il quadro delle ipotesi possibili e delle condizioni necessarie alla realizzazione di politiche per l'adeguamento delle professionalità delle imprese. Questa fase contribuirà a fornire un sostegno alle politiche per rendere più flessibile il mercato del lavoro e promuovere la competitività degli attori economici.
Accanto alle finalità generali è possibile individuare dei sotto-obiettivi che possono essere sintetizzati in:

ü analisi dei fabbisogni di servizi nel campo della new economy e della qualità;
ü acquisizione di informazioni sullo scenario economico, politico, sociale del territorio in esame;
ü rilevazione della propensione, da parte degli imprenditori delle aziende più rappresentative del territorio, ad intraprendere attività di formazione, adeguamento alla qualità e new economy;
ü pianificare interventi finalizzati alla valorizzazione economica del territorio ed alla rimozione degli ostacoli organizzativi e strutturali che impediscono alle imprese un adeguamento ai nuovi fattori competitivi di successo.

I sotto obiettivi sopra esplicitati consentiranno di ampliare il panorama della domanda e dell'offerta di lavoro contribuendo positivamente ad un incremento indiretto dell'occupabilità, attraverso lo sviluppo di processi indiretti di autoformazione interni alle imprese.

Prodotti finali

ü banca dati sulle condizioni attuali degli attori economici coinvolti con specifico riferimento ai settori identificati.

Servizi

Il progetto attraverso la creazione di un sito internet dedicato, renderà disponibile la consultazione dei prodotti realizzati (rapporti, banca dati) agli utenti (imprese) interessate.

 
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